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Valgo quanto Peso


L'ideale di magrezza evolutosi nelle società occidentali genera spesso, soprattutto nelle donne, una distorsione percettiva della propria immagine corporea provocando una profonda frattura fra "come sono" e "come vorrei essere". Il pregiudizio sociale nei confronti delle persone in sovrappeso o affette da obesità può avere come conseguenza lo sviluppo di atteggiamenti negativi nei confronti del proprio corpo che diviene l'unico aspetto su cui basare il proprio valore. Nei disturbi alimentari l'eccessiva valutazione del peso e della forma del corpo caratterizza la psicopatologia del disturbo stesso determinando una serie di comportamenti disfunzionali che hanno come obiettivo quello di modificare il proprio aspetto (es. dieta estrema, attività fisica ossessiva compulsiva, vomito autoindotto, uso improprio di lassativi e diuretici) con gravi danni alla salute e alla sfera psicologica.

Considerare l'aspetto fisico come unico parametro di giudizio del proprio valore personale conduce ad una continua preoccupazione rispetto al peso e alle forme corporee. I pensieri che ne scaturiscono sono, come abbiamo già detto, negativi ma anche automatici (es."ho delle cosce troppo grasse"; "nessuno mi amerà finché sarò così grassa" ecc.)  e spingono a comportamenti esagerati come l'adozione di diete troppo restrittive oppure pesarsi più volte al giorno, guardarsi spesso allo specchio determinate parti del corpo, o ,al contrario, evitare di pesarsi, di esporre il proprio corpo o di indossare determinati abiti. Il malessere provocato dal cattivo  rapporto con il proprio fisico può condurre a bassa autostima e depressione, isolamento sociale e marginalizzazione di tutte quelle aree della vita che sono necessarie per costruire un valore di sé più equilibrato.


Il primo passo da fare è ristrutturare il pensiero negativo sul proprio peso e forme corporee con lo scopo di raggiungere una visione di sé più obiettiva, senza autocritica e svalutazione. Smettere di giudicarsi concentrandosi sugli aspetti positivi del proprio essere e accettandone i difetti, impegnare il proprio tempo in attività utili e concrete ponendosi obiettivi realistici e ragionevoli.
 
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