Osteoporosi - Cesvipe Alimentazione

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Alterazioni Metaboliche

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Osteoporosi


E' una malattia caratterizzata da una diminuzione della componente proteica e minerale dell'osso, con conseguente alterazione della microstruttura dello scheletro, cio' significa che come per tutte le altre malattie, essa e' una conseguenza della malnutrizione e malassorbimento che iniziano a prodursi a livello intestinale. E' caratterizzata, inoltre, da diminuzione quantitativa e qualitativa del tessuto osseo. Nell'osso è presente una insufficiente elaborazione della matrice proteica per diminuita attività osteoblastica o per disturbi del ricambio proteico e deficiente assorbimento del calcio. Può essere associata a diverse malattie, disturbi ormonali, carenze alimentari, forme ereditarie e all'assunzione cronica di alcuni farmaci. La forma di gran lunga più frequente è quella in relazione all'età.

Nella gran parte dei casi viene colpito il genere femminile, specialmente dopo la menopausa, a causa della minor produzione di estrogeni.
Un intestino in ordine, una buona e regolare attività fisica, una sana alimentazione sono le forme di prevenzione migliori per assicurare la buona salute dell'apparato osteo-articolare.
Il primo accorgimento da seguire per ridurre la possibilità di incorrere in episodi di osteoporosi, è garantire l'apporto e l'assorbimento di calcio nutrendosi adeguatamente e garantendo il buono stato dei metabolismi. Ovviamente, se per prevenire l'osteoporosi bastasse aumentare l'intake di calcio derivante da latte e latticini non ci sarebbero grosse difficoltà! Ecco che all'apporto alimentare di calcio si aggiunge un'altra incognita: la vitamina D o calciferolo.

Questa vitamina idrosolubile svolge importantissime funzioni para-ormonali; essa non è contenuta nel latte e nei suoi derivati e, in realtà, pare che il suo apporto alimentare non rivesta la stessa importanza del calcio, in quanto, grazie ai raggi ultravioletti del sole (raggi UV), l'organismo è in grado di sintetizzare a livello cutaneo il calciferolo partendo dalla molecola del colesterolo.

Se è vero che per l'omeostasi scheletrica è fondamentale introdurre calcio e disporre di vitamina D è altrettanto vero che questo minerale subisce l'influsso di numerose altre variabili che ne alterano la biodisponibilità.
La biodisponibilità è il rapporto tra l'assorbimento e l'escrezione di una molecola rispetto all'utilizzo netto del quale l'organismo riesce ad avvantaggiarsi. Innanzitutto, ricordiamo che nell'adulto sano la capacità di assorbimento intestinale del calcio è del 30-40% circa, ma al tempo stesso, la capacità di captazione di questo minerale è inversamente proporzionale alla sua concentrazione; pare quindi ovvio che consumare porzioni molto elevate di latte e latticini nel tentativo di aumentare l'apporto di calcio non rappresenta una terapia preventiva efficace contro l'osteoporosi. La capacità di assorbimento del calcio varia anche da un alimento all'altro; per esempio, in  alcuni ortaggi come il cavolo ed il broccolo la captazione del minerale raggiunge il 50-60% del totale, mentre nel latte e derivati solo il 30-35% e nei fagioli solo il 20%. Cerchiamo comunque di non dimenticare che nel cavolo troviamo 44mg di calcio per 100g di parte edibile. La capacità di assorbimento dipende anche da caratteristiche intra ed inter individuali; per esempio l'età: un bambino raggiunge il 60% dell'assorbimento totale del calcio alimentare, mentre una donna in menopausa circa il 7-10%.

Ad incidere sull'assorbimento del calcio concorrono anche altri fattori nutrizionali; tra questi, i più importanti sono:

  • La quantità di fosforo alimentare (P)

  • La presenza o meno di chelanti, quali ossalati e fitati

  • Eccesso lipidico

  • Eccesso di fibra alimentare

  • Eccesso di caffè

Il fosforo compete avidamente con il calcio nell'assorbimento intestinale, pertanto, un eccesso di P negli alimenti può vanificare l'introduzione alimentare del calcio; alcuni alimenti, come carne, pesce ed alcuni formaggi stagionati, contengono quantità molto elevate di P e se consumati frequentemente in porzioni eccessive possono incidere negativamente sul bilancio calcio/P. Il rapporto ottimale per l'assorbimento del calcio è: Ca/P = 2:1.
E' stato anche dimostrato che l'abuso di caffè incide negativamente sull'assorbimento intestinale del calcio, così come l'eccesso lipidico; questo, che frequentemente si manifesta con l'eccessivo consumo di condimenti, carni grasse, prodotti industriali dolciari o da forno e di formaggi ottenuti da latte intero, crea una "barriera chimica" che ostacola l'assorbimento dei minerali, tra i quali anche il calcio.

Fortunatamente, esistono anche condizioni che favoriscono l'assorbimento del calcio; tra queste:

  • Gli amminoacidi lisina ed arginina

  • L'attività della flora batterica intestinale (favorita dall'apporto di prebiotici e potenziata dall'introito di probiotici)

  • L'esercizio fisico


L'acidosi metabolica, causata o peggiorata dal consumo eccessivo di proteine animali (presenti nella carne, nel pesce, nelle uova, nel latte e nei suoi derivati compresi i latticini), induce una condizione particolarmente sfavorevole al mantenimento della calcificazione ossea. Ovviamente, l'acidosi è una grave condizione patologica che, si spera, nessuno ricerchi volontariamente per facilitare la riduzione del peso corporeo; tuttavia, senza raggiungere alterazioni significative del pH ematico, anche la semplice acidificazione delle urine indica un impegno eccessivo della filtrazione renale, la quale non risparmia il calcio ematico eliminandolo con la minzione. Ad incrementare l'escrezione del calcio sanguigno, concorrono l'eccesso di sodio (Na) e l'abuso di alcol etilico. L'alcol etilico facilita la disidratazione e l'abbassamento del pH sanguigno, ma interviene anche direttamente, in maniera tossica, sul tessuto osseo.


 
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