Metaboliziamo le Emozioni come il Cibo - Cesvipe Alimentazione

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Alterazioni Metaboliche
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Metaboliziamo le Emozioni come il Cibo

Sapete che le emozioni hanno le stesse vie metaboliche del cibo? In pratica anche loro hanno bisogno di essere riferite, assimilate ed eliminate. Infatti si dice "questa cosa non l'ho digerita..."
Mentre il cibo attiva il metabolismo ponderale, per esempio facendoci ingrassare o perdere peso, le emozioni attivano il metabolismo vibrazionale, facendoci agire o pensare in un certo modo. La cosa sorprendente è che gli organi, sopratutto quelli dell'apparato digerente, percepiscono perfettamente i due tipi di digestioni. Anzi l'una condiziona il metabolismo dell'altra: quando, per esempio siamo arrabbiati digeriamo male il cibo, oppure quando abbiamo mangiato male o pesante il nostro umore si può alterare.
In pratica, per restare in salute ed equilibrio, cibo ed emozioni dovrebbero essere prese nella stessa considerazione ed armonizzati tra loro.

Cosa accade a livello metabolico?
Occorre essere consapevoli dello stato emozionale e sentimentale in cui ci si trova, minuto dopo minuto in modo da relazionarsi in modo autentico e leale con gli altri. Il primo passo verso il cambiamento è dato dalla consapevolezza delle proprie azioni. Troppi individui fanno sforzi enormi di  buon comportamento , per poi cadere miseramente in reazioni aggressive, non rispettose dell'altro, di  arroganza, sospinti da pulsioni di cui non se conosce l'esistenza. La nostra coscienza è sempre lì a vigilare, vuole comportamenti amorevoli e rispettosi e ci spinge costantemente verso stati d'animo evolutivi. L'umiltà nel riconoscere questi comportamenti è la componente essenziale per il cambiamento. Ridimensionare l'ego permette l'accettazione della crisi, della grande opportunità che la vita ci offre per il cambiamento evolutivo. Respingere ciò vuol dire ritardare il processo di evoluzione ed aumentare il conflitto tra ego e coscienza, con la immaginabile conseguenza dell'instaurarsi della malattia, a vari livelli.
Si, perchè le nostre azioni hanno una ripercussione, a livello fisiologico, immediata.
La psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) ha fatto passi da gigante in questi ultimi trenta anni dimostrando chiaramente l'effetto che hanno i nostri comportamenti e gli stati d'animo sulla nostra salute e degli altri. Se non siamo in grado di raggiungere una frequenza energetica sintropica personale, data come abbiamo visto dalla interazione armoniosa di tutti i nostri piani, non riusciamo, conseguentemente, a sintonizzarci con la frequenza della vita, che è presente a livello universale.
Il rischio è quello di sentire un senso di solitudine interiore e di perdere energia e salute.

Se noi interiormente viviamo emozioni, quali rabbia, paura, disgusto, arroganza, presunzione, determiniamo una linea neurovegetativa che ci porterà ad una serie di reazioni cellulari che, se mantenute nel tempo, determineranno perdita di energia e malattia.
Noi, fisiologicamente, sottostiamo a due grandi  sistemi: ortosimpaticotonico e parasimpaticotonico, che si alternano tra di loro durante le 24 ore. Uno eccita e spinge all'azione, l'altro rilassa e spinge verso il recupero. A seconda della fase e della durata produciamo specifici ormoni e neurotrasmettitori. Questi si attivano per soddisfare metabolicamente la richiesta che proviene sempre da un vissuto emozionale. Maggiore è l'intensità e la durata di questo vissuto, maggiore è la richiesta metabolica  che viene messa in atto dal nostro organismo. In preda ad emozioni quali quelle sopra elencate, il nostro corpo produce una miscela di ormoni dello stress di primo intervento quali, adrenalina e noradrenalina (ormoni della midollare del surrene), T3 e T4 (ormoni tiroidei) e cortisolo (ormone della corticale del surrene). Sono ormoni di primo intervento, considerato di allarme e servono a mettere il sistema in performance. Per fuggire o per combattere.

Se lo stress continua nel tempo, come nel caso di una paura non risolta, di risentimento trattenuto o di un trauma non metabolizzato, inizia la fase di compensazione e la miscela di ormoni cambia. Il nostro organismo cioè, cerca in tutti i modi di orientare la produzione di ormoni e neurotrasmettitori verso le molecole dello stress permanente. Esso è molto generoso, ma ad un certo punto inizia la fase dell'esaurimento delle sostanze, dovuto all'impossibilità del nostro corpo di fare un adeguato recupero metabolico. A questo punto inizia il deficit, per eccesso di produzione di ormoni della fase ortosimpatica quali il cortisolo (comparsa di dolori e sintomi), il glucagone (si altera la glicemia), il testosterone e il progesterone (alterazione della libido, della mascolinità e femmilinità), T3 e T4 ( iper, e poi ipo-tiroidismo), la vasopressina (ipertensione arteriosa). Contemporaneamente, la mancanza di un adeguato recupero fisiologico della fase parasimpaticotonica determina una impossibilità a formare i corrispondenti ormoni che verranno automaticamente a mancare. E' il caso dell'HGH, (ormone della crescita e della riparazione dei tessuti lesi) degli estrogeni (alterazione ciclo mestruale), dell'insulina (alterazione della glicemia), dell' ossitocina (rilassamento e buone relazioni sociali) della melatonina (alterazione del sonno), DHEA ( antidepressivo).
In più si instaurerà una condizione di acidosi metabolica che è una delle più importanti cause del deragliamento metabolico e della comparsa della patologia, considerato che lo sviluppo della maggior parte di germi patogeni è facilitato da un ambiente extracellulare acido.
E' il caso di dire che la mancanza di consapevolezza e l'incapacità di risolvere i nodi della nostra vita in modo evolutivo ci costa veramente caro. A questo punto la possibilità di incorrere in qualche malattia diventa un'opzione non più escludibile.

 
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